Relazione Visita Casa Circondariale di Frosinone del 04-12-2014

In data 4 dicembre 2014 la delegazione dei radicali dell’Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone, composta da Michele Latorraca, Antonio Corapi e Sandro Di Nardo si è recata presso la Casa Circondariale di Frosinone per una visita ed un ulteriore approfondimento della realtà carceraria presente nel capoluogo ciociaro.
La Casa Circondariale si trova in una zona extraurbana del comune capoluogo ed è compresa fra i Comuni di Frosinone, Alatri e Ferentino; è raggiungibile solo con i mezzi privati, non è servita da alcuna linea di autobus urbani od extra, non ha parcheggi adeguati ed ha limitati cartelli di indicazione stradale.
Si è arrivati intorno alle 14.00, come da richiesta e autorizzazione del Dap e, dopo i controlli di routine, si è entrati nella struttura.
Siamo accolti dalla responsabile degli educatori, dott.sa Filomena Moscato, in quanto il Direttore dell’istituto, dott. Francesco Cocco, risultava impegnato in attività fuori sede e quindi impossibilitato a riceverci. Veniamo comunque accompagnati nell’ ufficio del Direttore (locale alquanto disadorno e con fascicoli sparsi un po’ ovunque e con evidenti infiltrazioni di acqua presenti sopra le finestre) e, in attesa dell’arrivo della Direttrice reggente dott.ssa Nadia Cersosimo, attualmente Direttrice della Casa Circondariale di Paliano, appena avvisata, iniziamo a discorrere in merito alle attività formative e lavorative presenti all’interno della struttura.
Questo è il resoconto di quanto appreso:
• Nella struttura sono presenti corsi di alfabetizzazione e 2 corsi di scuola elementare frequentatati da 36 detenuti ( un corso per i 17 dei reparti Comuni e un corso per i 19 dei reparti di Alta Sicurezza), 2 corsi di scuola media (1 per A.S. + 1 per Comuni) frequentati complessivamente da 24 detenuti; inoltre, grazie ad una donazione alla struttura di torni e attrezzature varie di qualche lustro fa da parte di un illuminato preside dell’I.P.S.I.A. di Frosinone, è stato possibile creare una sezione I.P.S.I.A all’interno della stessa struttura carceraria frequentata oggi da 60 detenuti e che fino all’anno scorso copriva i tre anni sufficienti all’ottenimento della qualifica di operatore termosaldatore. Tale corso ha fatto si che tutte le panchine, ringhiere, portacenere ed altro materiale in ferro venisse autoprodotto dagli stessi detenuti. Quest’anno è iniziato anche il quarto anno e si spera che con il prossimo si determinino i primi diplomati in termoidraulica. Sono presenti anche sezioni per geometri, promossi dal Provveditorato agli studi di Frosinone, frequentati da dieci detenuti ospitati nelle sezioni precauzionali e, da quest’anno, solo per i detenuti comuni, ha preso avvio un regolare corso di scuola alberghiera seguito e riconosciuto dall’IPSOA di Fiuggi, frequentato da 19 detenuti, sbocco naturale di vari corsi formativi e di qualifica in pasticceria organizzati negli anni precedenti e che hanno avuto, purtroppo, alterni riconoscimenti da parte della regione Lazio. Si riscontrano purtroppo problemi riguardo la disponibilità di aule per i corsi in quanto detenuti in A.S. non potendo stare con i Comuni non possono frequentare alcuni di questi cicli scolastici e proprio tra i primi si riscontra la più alta percentuale di richieste di frequentazione con conseguente ricaduta sul personale penitenziario non numericamente disponibile a poter coprire tutte le necessità. Proprio per tal motivo l’aula dedicata all’informatica viene oggi occupata per il corso alberghiero;
• Da un punto di vista lavorativo, nella struttura ci sono 4 detenuti impegnati dal 2012 in attività di rilevanza sociale con il Comune di Frosinone (esternalizzati); sono attivi nel recupero di aree abbandonate e successivamente nella creazione di aree verdi per la ricreazione delle famiglie e dei bambini in particolare. Troviamo poi solo altri 8 detenuti occupati all’esterno della struttura detentiva ai sensi dell’art. 21 dell’ordinamento penitenziario impegnati dalla coop “SG2002” per la preparazione di bancali.
All’interno abbiamo:
o 12 detenuti impegnati in cucina;
o 23 addetti alla distribuzione del vitto;
o 20 addetti alla distribuzione della spesa;
o 77 addetti alla pulizia dei locali detentivi;
o 4 addetti alla manutenzione dei fabbricati (MOF)
o 2 addetti alla barberia
Tali lavori sono ovviamente ciclici tra tutti i detenuti richiedenti e sono remunerati dall’Amministrazione carceraria secondo tabella.

Dopo circa un paio d’ore di serrata conversazione avuta con la dott.sa Moscato abbiamo acquisito i due concetti più importanti sul basamento granitico del lavoro di tutti gli educatori, rappresentati essenzialmente sia dal “processo di consapevolezza” che i pedagoghi devono trasmettere ai detenuti, descrivendo agli stessi la dura realtà presente fuori dal carcere, sia dal tentativo di far interiorizzare al detenuto l’esperienza carceraria come “un momento di crescita individuale e formativa” che potrebbe anche consentire, una volta fuori, di aumentare le proprie opportunità di lavoro, purtuttavia senza averne ovviamente la certezza materiale. Operare, ci sottolineava la dott.sa Moscato, per il “benessere del detenuto” significa mettere in campo anche un mix di interventi concreti che passano dal lavoro allo studio, dalle attività sportive al teatro(ricreazione) sempre tutte coordinate con le attività degli agenti di custodia nel rispetto dei ruoli reciproci. Terminato questo approfondito riscontro è arrivata la Direttrice reggente che si è presentata subito a noi con molto calore e grande autorevolezza.
Ella ci ha prontamente informato dei problemi del carcere e della realtà carceraria tout court, dell’assenza di risorse adeguate, della difficoltà e della necessità di instaurare sempre un rapporto diretto ed umano sia con il personale penitenziario che coi detenuti, della necessità di aprire le case circondariali alle scuole quali primo e vero mezzo di congiunzione col mondo libero, sulla “complicazione degli affari semplici”, e così via.
Ci ha spiegato anche la sua contrarietà verso la chiusura delle piccole carceri, ciascuna, a Suo dire, “da specializzarsi” in suo proprio tipo di reclusi e quindi molto più efficienti ai fini della riabilitazione degli stessi e poi alla difficoltà ad instaurare in genere un buon rapporto con la magistratura di sorveglianza. Il caso del magistrato unico di riferimento locale (unico per tutti e tre i carceri della provincia di Frosinone) è appunto emblematico per capire quanto e quante difficoltà si ingenerino per tali incomprensioni. (Ribadiamo ulteriormente che tale unico magistrato è in maternità da svariati mesi e che l’Ufficio di Sorveglianza ha preferito affidare tale incarico a diversi magistrati che si sono di fatto nel tempo alternati nel mandato per cui ovviamente non vi è stato nè omogeneità di giudizio, quando raramente c’è stato, nè continuità di approccio per le domande dei tanti detenuti richiedenti).
Vista l’ora tarda e la complicazione per alcune nostre ulteriori richieste la dott.sa Cersosimo si è impegnata a farci avere via e-mail i dati relativi alla “composizione” della popolazione detentiva ed al personale in servizio presso la Casa Circondariale. Tali dati ci sono pervenuti 36 ore dopo la visita, nella casella di posta elettronica del segretario Michele Latorraca.

Infine abbiamo così potuto iniziare insieme una rapida visita guidata nei reparti di detenzione. I reparti sono 4 di cui 2 con tre sezioni e 2 reparti con due sezioni: tre sezioni detengono reclusi Comuni, una sezione è per l’Alta Sicurezza 3, una sezione è per i Precauzionali e mista. Non esistono stanze di isolamento dedicate nell’Istituto penitenziario di Frosinone, su precisa ns richiesta, ma solo stanze di isolamento in sezioni di appartenenza.

• Nello specifico, relativamente ai detenuti, a fronte di una capienza regolamentare indicata sul sito del ministero della Giustizia di 310 detenuti, sono ospitati nella struttura 471 di cui 3 assenti temporanei, due semiliberi ed un semidetenuto, 34 giovani adulti e 437 adulti. Relativamente alla loro posizione nei confronti della giustizia i dati sono questi:
o N. 62 in attesa di giudizio
o N. 39 appellanti
o N. 44 ricorrenti
o N. 272 definitivi
o N. 38 misti con definitivi
o N. 16 misti senza definitivi
o
Si constata di fatto il 51% di sovraffollamento presente in questo Istituto carcerario e che i benefici del decreto legge n.10 del 21.02.14 almeno qui non hanno sortito gli effetti sperati.

• Altro dato significativo, è che dall’inizio dall’anno ci sono stati ben 9 tentativi di suicidio tra i detenuti (per fortuna non finalizzatisi) e 70 atti di autolesionismo. Non si segnalano casi di nessun tipo tra il personale addetto .

• Dal punto di vista sanitario possiamo riscontrare una presenza di 26 ore settimanali di uno psichiatra a fronte di 175 detenuti in trattamento psichiatrico, una presenza del cardiologo settimanale, sltri specialisti con cadenza bisettimanale.
Le patologie più frequenti, oltre che quelle psichiatriche, sono odontoiatriche, osteoartromuscolari, dermatologiche, epatologiche, cardiologiche e broncopneumoniche. Unico dato è che il Sert è utilizzato solo per la distribuzione del metadone per 5 giorni a settimana ed è seguito da un solo soggetto: manca l’appoggio di consulenti e psicologi. La stanza è all’interno dell infermaria cosa che nn dovrebbe essere!!!

• Per quel che riguarda il personale della polizia Penitenziaria, la struttura può contare su 273 uomini e donne in divisa e precisamente:
o N. 1 Commissario
o N. 19 Ispettori
o N. 18 Sovrintendenti
o N. 233 Agenti Assistenti
Colloquiando con il Comandante del Reparto, l’Ispettore Superiore Antonio Izzo, questi ritiene il numero di agenti appena sufficiente a coprire le esigenze di servizio per il numero di detenuti attuali, ma vista l’immediata (così sembra) apertura di un altro padiglione da circa 200 posti, la pianta organica risulterà ovviamente del tutto insufficiente.
• A fianco al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, abbiamo 5 educatori ed un coordinatore, assenza di mediatori culturali, 4/5 assistenti sociali ed un quadro del personale amministrativo che ci viene comunicato carente in termini numerici.

La visita alle sezioni detentive è stata molto breve vista l’ora tarda per gli impegni personali e familiari dei singoli componenti la delegazione e del personale penitenziario oramai fuori servizio. Ci siamo comunque ripromessi che a stretto giro ci saremmo ritrovati di nuovo in codesto Istituto per visitare quante più sezioni possibile.
In ogni caso abbiamo voluto visitare, per nostra precisa volontà, la quarta sezione, già oggetto di una nostra visita nello scorso aprile.
Nel salire le scale che ci hanno portato all’ingresso della stessa abbiamo potuto subito constatare che le luci non erano funzionanti, e quindi il passaggio appariva buio e pericoloso per gli stessi agenti di custodia. I muri presentavano vistose fallanze d’intonaco ed il colore era ovviamente scomparso.
Entrati nella sezione abbiamo riconosciuto volti a noi già noti e che subito si sono avvicinati per salutarci e riaffermare i loro problemi.
Abbiamo potuto constatare due casi di particolare gravità dal punto di vista psico-fisico: uno ci era già noto ma abbiamo appurato che è in fase di lieve miglioramento, anche se la sua condizione a nostro personalissimo giudizio, resta incompatibile con lo stato di detenzione in carcere in quanto ancora oltremodo confuso e quotidianamente incontinente.
Nell’altro caso parliamo di un soggetto affetto da frequenti attacchi epilettici ed atti incongrui ed autolesionistici, con accertata fobia claustrofobica e disturbi da attacchi di panico. Una figura che appare molto stanca e disperata al limite del tracollo. Ci siamo impegnati a sollecitare telefonicamente la dott.sa Cersosimo riguardo questo caso particolarmente pietoso.
Abbiamo potuto leggere con i nostri occhi una comunicazione della Direzione indirizzata ai detenuti ed ai loro familiari, nella quale a partire dal prossimo 10 dicembre si farà divieto ai familiari dei detenuti di introdurre alimenti al di fuori di quelli che non risultano nell’elenco di quelli acquistabili, oltre a rotoloni e carta igienica.
Gli stessi detenuti oltre a non condividere ovviamente questa decisione, hanno fatto notare che i prezzi del listino interno di acquisto di tali prodotti sono normalmente più elevati di quelli che si trovano fuori e che, alla prova dei fatti, i prodotti a basso costo sono sempre indisponibili e quindi sono costretti a procurarsi solo quelli di alta gamma, sostenendo costi che normalmente non sono accessibili a loro ed ai loro familiari. A tal motivo abbiamo evidenziato alla dott.sa Moscato la possibilità non remota di magari far acquistare i vari prodotti richiesti dai detenuti a coloro che sono in semilibertà presso i vari discount presenti nel capoluogo e distribuirli al loro rientro nell’Istituto. Proposta che ci è stato garantito verrà inoltrata all’attenzione del Direttore con parere possibilista della stessa dottoressa. Nella casa circondariale di Frosinone si può acquistare tabacco in bustine con cui preapararsi liberamente le proprie sigarette oltre a poter acquistare le tradizionali confezioni di tabacco confezionate in pacchetti.
Abbiamo potuto appurare poi che le docce funzionanti in comune presenti in questo piano sono solo due a fronte di decine di reclusi della sezione ed usufruibili soltanto nelle ore diurne visto che le luci all’interno non funzionano e, dopo aver accuratamente lasciato il nostro indirizzo e-mail allo scrivano della sezione, per cercare di instaurare un rapporto diretto, abbiamo salutato tutti promettendo che ci saremmo rivisti al più presto.

Subito dopo ci siamo fatti portare nell’infermeria del carcere, dove il medico di turno ci ha illustrato le criticità in termini di personale, di struttura e di strumenti da poter utilizzare. Lo stesso ambiente di lavoro appare molto fatiscente, con la presenza di un solo bagno di servizio, che il personale maschile e femminile dividono fra loro insieme anche con i detenuti. Anche il soffitto è in uno stato pietoso e vistose infiltrazioni d’acqua determinano la bagnatura del pavimento sottostante anch’esso notevolmente danneggiato dall’usura e dal perdurare del gocciolamento.

Intorno alle ore 18.00 abbiamo lasciato il complesso passando per un camerone appena ridipinto da un detenuto che ci ribadiva la sua volontà a continuare in tale attività, prestata a titolo gratuito, pur di non essere ristretto in sezione ed abbiamo salutato con un arrivederci la dottoressa Cersosimo, la dott.sa Moscato ed il F.F. Comandante Izzo che oltre ad averci sopportato per più di quattro ore ci hanno assistito lungo tutto il tragitto compiuto all’interno della struttura penitenziaria.

Essere ritornati nella struttura del carcere di Frosinone non è stato un divertimento e per di più nella stagione autunnale e di sera. Tutto lì ci è apparso assai più disagevole e disagiato di come lo potevamo ricordare. Sapere che in una situazione simile devono vivere per 24 ore ogni giorno degli esseri umani intristisce e deprime notevolmente. Pensare poi che questo è anche un luogo di lavoro per più di 290 tra operatori, agenti, e personale amministrativo ci fa comprendere, qualora ce ne fosse stato bisogno, di quanto la loro opera soverchi il sano concetto di dipendente nel sistema carcerario italiano e ci convinca sempre di più che la loro opera, il loro impegno, sia da considerarsi alla stregua di una missione oltremodo meritevole e che vada aldilà della semplice abnegazione.

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Associazione Radicale "Pier Paolo Pasolini" della Provincia di Frosinone
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