La Provincia di Frosinone è trasparente?

Facciamo un po’ di chiarezza. La dobbiamo ai cittadini della nostra Regione. In assenza di una legge che lo imponesse, i Radicali del gruppo della Lista Bonino Pannella, fin dall’inizio, hanno pubblicato sul loro sito prima il bilancio consuntivo del gruppo del 2010 e poi quello del 2011 (nei primi mesi del 2012) e, dunque, non dopo lo “scandalo Fiorito”. Ora le dimissioni della Polverini ci sono. “Finalmente”, direbbe qualcuno. I Radicali non sono tra quelli e non perché non si sia stati elettori dell’ex governatrice, né perché ritenga che avesse fatto un buon lavoro fino ad ora, anzi tutt’altro, tuttavia queste dimissioni non permetteranno il buon esito di quel percorso di trasparenza che avrebbe rappresentato il viatico per non avere in futuro i casi Fiorito/Abbruzzese.

Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, i nostri due consiglieri regionali della Lista Bonino-Pannella “Federalisti europei”, si sono espressi con chiarezza: “Ha perso una grande occasione Renata Polverini anche questa volta: si poteva votare velocemente in una giornata la proposta dell’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e successivamente si potevano rassegnare le dimissioni, ha la responsabilità di aver lasciato sulle spalle dei cittadini del Lazio una fortezza inespugnabile anziché una casa di vetro”. Alla Polverini, che ha detto – durante il suo intervento per annunciare le dimissioni – che tutti i gruppi, nessuno escluso, hanno fatto un uso a dir poco sconsiderato dei finanziamenti alle loro attività, diciamo che noi ci chiamiamo “Nessuno”. L’eccezione dei Radicali ha reso possibile la conoscenza di quanto stesse accadendo.

Perché il problema non può essere ridotto a responsabilità di uno o più consiglieri del PDL, vi era un sistema di ripartizione di somme ingenti, troppo ingenti. I fondi per i gruppi consiliari sono stati stanziati nel bilancio del Consiglio, che è parte del Bilancio della Regione.

Il Bilancio del Consiglio è proposto dall’Ufficio di Presidenza, accettato dalla Giunta e votato a maggioranza prima dalla Commissione Bilancio e poi dal Consiglio regionale. Come Radicali abbiamo votato contro i bilanci presentati. Peraltro, per il Bilancio della Regione,  la Giunta della Polverini cinque volte su sei (fra assestamenti e leggi di bilancio) ha imposto il suo maxi-emendamento, che vuol dire, in parole semplici, che ha scritto, senza dare opportunità al Consiglio di modificare alcuna virgola del testo, il bilancio della Regione.

Successivamente è all’interno dell’Ufficio di Presidenza che è stato deliberato lo stanziamento di quei fondi. Fanno parte dell’Ufficio di Presidenza del consiglio: Pdl, Lista Polverini, Udc, Pd e Idv. Non ne fanno parte i Radicali.

Le delibere riguardanti lo stanziamento di tali fondi non sono pubbliche e non venivano neanche fornite informazioni a chi, come il Gruppo consiliare Radicale alla Regione Lazio, presentava regolare accesso agli atti.  E il modo per cercare di limitare i danni, non può che essere la pubblicazione integrale e documentata dei bilanci dei gruppi consiliari, dei singoli consiglieri, dei singoli assessori, pubblicando, altresì, l’attività politica in aula degli stessi, evidenziando le presenze in ogni commissione, in consiglio, quanti e quali provvedimenti hanno proposto, a quante votazione hanno partecipato e via discorrendo. E questo non dovrebbe valere solo ed esclusivamente per gli eletti, ma anche per i nominati dagli stessi in cda di società a partecipazione pubblica, o a capo dei vari dipartimenti dell’Ente. E’ ovvio che questo non dovrà essere fatto solo a livello regionale, ma anche a livello provinciale e comunale. Questo strumento esiste già e si chiama Anagrafe Pubblica degli eletti e dei nominati e l’Ente Provincia di Frosinone, se non erro, è stata la prima provincia in Italia ad approvare uno strumento del genere, ma come tutte gli strumenti utili ai cittadini, che vanno verso un maggior controllo degli stessi nei confronti dei propri rappresentanti politici, vengono deliberati tanto per dare un pò di fumo negli occhi, ma poi non vengono attuati. Più di una volta, L’Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone ha sollecitato il Presidente Iannarilli ed il Presidente Cippitelli affinché  adottino definitivamente e nella maniera più trasparente possibile tale strumento ma questa richiesta, al momento, è risultata vana. Siamo sicuri che all’interno dell’Ente di piazza Gramsci la situazione è limpida e trasparente come si vuol far credere? Come vengono documentati i rimborsi dei singoli consiglieri e assessori? Che tipo di controllo viene fatto sulla congruità della documentazione che gli stessi portano all’incasso? I cittadini della Provincia di Frosinone possono sapere come vengono spesi, in maniera analitica, i propri soldi destinati ai propri rappresentanti ed ai nominati degli stessi? In pratica è possibile, finalmente, dare efficacia alla delibera del consiglio provinciale di Frosinone n. 54 del 26 novembre 2008 che istituiva l’Anagrafe pubblica degli eletti?

Michele Latorraca

Segretario dell’Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone

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Associazione Radicale "Pier Paolo Pasolini" della Provincia di Frosinone
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Una risposta a La Provincia di Frosinone è trasparente?

  1. internet marketing ha detto:

    Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, i nostri due consiglieri regionali della Lista Bonino-Pannella “Federalisti europei”, si sono espressi con chiarezza: “Ha perso una grande occasione Renata Polverini anche questa volta: si poteva votare velocemente in una giornata la proposta dell’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e successivamente si potevano rassegnare le dimissioni, ha la responsabilità di aver lasciato sulle spalle dei cittadini del Lazio una fortezza inespugnabile anziché una casa di vetro”. Alla Polverini, che ha detto – durante il suo intervento per annunciare le dimissioni – che tutti i gruppi, nessuno escluso, hanno fatto un uso a dir poco sconsiderato dei finanziamenti alle loro attività, diciamo che noi ci chiamiamo “Nessuno”. L’eccezione dei Radicali ha reso possibile la conoscenza di quanto stesse accadendo.

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