Emergenza neve, responsabilità e trasparenza

La situazione di emergenza acuta sembra ormai alle spalle, rimangono tutti gli interventi per la messa in sicurezza degli edifici pubblici ed in particolar modo di quelli scolastici e far ripristinare qualche utenza ancora disattivata. Auspicavo la settimana scorsa un dibattito per evidenziare non solo le responsabilità istituzionali relative alla situazione drammatica a cui la nostra terra è stata sottoposta, ma anche nuove proposte per cercare di evitare situazioni simili nel futuro, ma vedo che adesso è il momento dei ringraziamenti, degli approcci pilateschi e soprattutto della corsa all’accaparramento degli stanziamenti per gestire la ricostruzione.

Per fare chiarezza, una nevicata non dovrebbe mai essere un evento eccezionale , almeno fino a quando non supera i 60/70 cm (è il caso avvenuto nella stragrande maggioranza dei comuni ciociari), in questi casi il massimo responsabile operativo di protezione civile è il sindaco e subito dopo provincia e regione. La protezione civile nazionale ha soprattutto una attività di indirizzo, di promozione e di coordinamento dei progetti, ma non svolge ruoli operativi a meno che non ci sia una situazione di emergenza dichiarata nel momento in cui le singole autorità locali non riescano, coi mezzi che hanno a disposizione, a fronteggiare il fenomeno.

Ci si chiede se, molti comuni sono attrezzati con un piano neve adeguato e se, soprattutto, visto il recente caso del sindaco di Roma, se sappiano “interpretare” i comunicati della protezione civile.

Tuttavia è inutile negare che vi sono sicuramente delle crepe nel sistema. Non è pensabile che si preveda una aumento delle accise per coprire i costi aggiuntivi nel caso di calamità naturali, nè che le aziende concessionarie di utenze domestiche e commerciali (acqua, telefono e luce), non si dotino anch’esse di mezzi adeguati a fronteggiare le emergenze; inoltre è bene sottolineare come la protezione di un territorio deve necessariamente passare per una adeguata manutenzione dello stesso, cosa che non solo non è stata fatta ma spesso è alla base di alcuni disservizi, soprattutto elettricità e fornitura di acqua potabile, come è accaduto con il crollo di piante sui tralicci dell’alta tensione.

In attesa che si cerchi di imparare qualcosa dagli ultimi accadimenti e provvedere a rimodulare responsabilità e formare professionalità ai vari livelli istituzionali, magari con nuove norme innovative che prevedano anche incentivi fiscali e obblighi normativi per prevedere sistemi di assicurazione dei beni privati, in quanto è inimagginabile che sia sempre lo Stato a metterci una pezza e ripagare il tutto, spero si intraprenda una strada di trasparenza nell’erogazione di fondi ai privati e alle aziende per la messa in sicurezza degli immobili e per il ripristino delle attività produttive. Ciò vuol dire che individuati in maniera univoca i criteri di ripartizione delle somme che sicuramente e necessariamente verranno stanziate per ripartire, mi aspetto l’elenco pubblicato sui vari siti istituzionali di tutti i soggetti che usufruiranno a vario titolo di questi stanziamenti con la descrizione della motivazione di attribuzione, perché non lo è mai stato, ma sicuramente non è adesso il tempo per sprecare risorse e per avvantaggiare i soliti PADRONI DEL VAPORE.

Michele Latorraca

Segretario Associazione Radicale Pier paolo Pasolini della Provincia di Frosinone

michelelatorraca@tiscali.it

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